Questo che segue è un bellissimo post apparso sulla pagina Facebook di Marco Tealdo (allenatore della Juventus for Special) lo scorso 22 luglio 2018. Parole che ci hanno fatto emozionare, commuovere e che ci ripagano di tanti sforzi fatti per mettere in piedi e far funzionare questa bellissima avventura. Siamo pertanto lieti di condividerlo anche sulle nostre pagine.
Potete leggere, commentare e condividere il post originale qui.

“È passato più di un mese da quel 16 giugno ma le immagini e i fotogrammi di quegli attimi si impreziosiscono di significato e non ne vogliono sapere di sbiadire. Restano impressi, inchiodati, aggrappati alla memoria e si rinnovano, si riempiono di colore, si lucidano e prendono vita.
Guardo e riguardo quelle immagini che, lentamente ma in modo irreversibile, stanno diventando icone e simboli di un riscatto personale, sociale ed umano fantastico. Guardandovi festeggiare, cantare, ritirare quei premi con l’orgoglio di chi sa di avere compiuto l’impresa e di avere scritto un pezzo nuovo di storia, ho pensato che quella è stata la prima volta che avete piegato la testa. E lo avete fatto, ognuno di voi, di fronte ad una giuria autorevole per permetter loro di appendervi al collo le medaglie simbolo dell’impresa.

Lo ammetto: quel giorno non sono riuscito a non commuovermi osservando il vostro transito, in fila ordinata, davanti alla giuria: Marco, Lorenzo, Gianluca, Roberto, Luca, Gianluca, Mario, Marco, Robi il capitano, Fabrizio, ancora Marco, Simone, e infine il vostro Mister.
Mentre i vostri passi sfilavano lenti, allegri e ordinati capivo che in quel momento vi stavate riprendendo, con i giusti interessi, tutto ciò che la vita vi aveva tolto.

Davanti a quella platea scorrevano e si alternavano i volti di uomini che non hanno piegato la testa alla malattia, neppure per un momento, che non si sono scoraggiati di fronte alle salite – anche le più ripide.

E quel giorno, quegli stessi uomini, erano li vincitori di qualcosa che, sempre banale dirlo, travalica i confini del rettangolo verde e che racconta al mondo che per realizzare qualcosa di apparentemente impossibile sono necessarie tre cose: immaginarla, progettarla e mettersi al lavoro per trascinare in terra quel sogno.
Cose semplici, cosi! Per gente che sogna follemente e poi si accorge che quel sogno è li a portata di mano.
Cuori in alto ragazzi! Avete ancora tante sfide da vincere, tante utopie da trasformare in realtà.
Orgoglioso di voi!”.

“Le persone che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo sono coloro che lo cambiano davvero”. (S. Jobs)