Sul numero 1/2019 della rivista L’ARBITRO – organo ufficiale dell’Associazione Italiana Arbitri – appare un bellissimo articolo di Chiara Perona alle pagine 32 e 33 che fa il bilancio dell’esperienza arbitrale in Quarta Categoria, riportando le dichiarazioni in merito dell’arbitro Maddalena Galliano e di Alberto Zaroli, membro del Comitato Nazionale AIA che segue per conto dell’associazione Quarta Categoria sin dalla sua fondazione e che ringraziamo pubblicamente per le sue parole:
“Già dalle prime gare, quando il disegno ancora non aveva assunto i contorni precisi che si stanno delineando oggi, l’AIA si è fatta trovare pronta e propositiva, offrendo il proprio contributo con la concretezza e l’efficienza di chi è abituato a risolvere i problemi, animato da spiccato senso pratico e nel rispetto dell’ordinamento. Alle designazioni, si è unita l’attività di formazione dei direttori di gara impiegati sul campo e la partecipazione all’avvio dell’attività nelle regioni, garantendo un contributo alla definizione del testo del Regolamento di Quarta Categoria ed alla strutturazione del Corso per Allenatori Inclusivi di Disabilità di AIAC, con il fattivo contributo del nostro Settore Tecnico”.

Le dichiarazioni di Maddalena Galliano ci fanno capire ancora una volta quanto sia importante l’apporto dei giudici di gara in termini di rispetto delle regole e di creare una cornice che annulli le differenze ed imponga a tutti di tirare fuori il meglio di se stessi.
“Ho diretto gare anche di Quinta Categoria, i ragazzi – nel vedermi in divisa durante gli appelli – mi hanno chiesto se fossi un arbitro vero. In quel momento, ho compreso che per loro è molto importante sentirsi parte del gioco del calcio, indossando le casacche delle squadre per le quali tifano, arbitrati da direttori di gara che sono lì per garantire il rispetto delle regole. Le divise, il contesto in cui si sfidano, con amici e genitori a supportarli dagli spalti, credo rappresentino uno sprone importante per consentire loro di dare il meglio sul campo, superando i propri limiti”.

Grazie AIA!

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