Il Tukiki Minerva (società DCPS adottata dal Cagliari Calcio) racconta il difficile anno di pandemia e le iniziative realizzate per superare gli ostacoli e mantenere il rapporto di vicinanza con i calciatori e le calciatrici in attesa di tornare a vivere la passione per il calcio.

“Dal giorno 9 marzo 2020 quella che consideravamo la “nostra normalità” è profondamente cambiata a causa di un nemico tanto invisibile quanto forte.
Questo nemico ha messo a repentaglio le piccole certezze su cui abbiamo basato la nostra vita fino al momento del suo arrivo. La situazione è poi cambiata nel tempo: lo scenario ha subito miglioramenti seguiti da periodi di peggioramento e lente riprese. In tutto questo non abbiamo mai smesso di cercare normalità e continuità, due elementi fondamentali per la nostra salute fisica e psicologica”.

Inizia così il racconto di Federica Cappella e Camilla Moroni, Responsabili del Progetto Tukiki di Milano, del primo lockdown, di come i ragazzi abbiano vissuto quei mesi e delle tante iniziative messe in piedi investendo tempo ed energie per garantire ai loro atleti la possibilità di continuare a crescere come squadra e come persone nonostante il difficile contesto vissuto a causa dell’emergenza sanitaria.

“Abbiamo deciso, come società, di continuare a garantire ai nostri atleti gli allenamenti che consentono loro di crescere come squadra e come persone, applicando nella maniera più aderente ai protocolli vigenti. Durante il primo lockdown (dal 9 marzo 2020 a giugno 2020) la nostra attività si è svolta sulla piattaforma Zoom con la decisione di garantire tre allenamenti settimanali. L’obiettivo sin da subito è stato quello di riproporre ai ragazzi la routine che si svolgeva al campo, alternando momenti di allenamento a momenti di attività ludiche. Ogni lunedì abbiamo inviato loro video con esercizi/giochi da svolgere in autonomia durante la settimana con la palla e senza palla e lanciato una sfida creativa. Tutti i mercoledì e i venerdì , invece, abbiamo previsto un collegamento virtuale – suddiviso a turni – per allenarci insieme ognuno nella sua abitazione. La domenica è sempre stata una giornata aperta agli amici, parenti, atleti, genitori che venivano coinvolti in un gioco da svolgere tutti insieme. Ogni collegamento è stato una scoperta, i ragazzi hanno ‘messo in campo’ risorse straordinarie dimostrandoci, ancora una volta, che i limiti in realtà siamo noi ad imporceli. Durante l’estate, quando siamo tornati ad “assaggiare” un po’ di normalità, abbiamo avuto l’occasione di poter tenere un campus estivo al quale i ragazzi hanno aderito numerosi per il desiderio di voler tornare in campo. Da settembre ad oggi, invece, abbiamo adattato le modalità di allenamento in base al “colore” della regione – spiegano Federica e Camilla – in zona gialla ed arancione abbiamo potuto continuare ad usare la “nostra casa”, ovvero il nostro campo, con allenamenti individuali nella rigida osservanza e nel rispetto dell’attuazione dei protocolli igenico-sanitari richiesti emanati dal Governo e dalla Federazione.

In zona rossa, quando è stata obbligata la chiusura del centro sportivo, abbiamo invece ricevuto un grande aiuto dall’Associazione “Antonia Vita” di Monza, la quale ha messo a disposizione i propri spazi sempre nel rispetto del distanziamento sociale, dell’1 a 1 e delle regole a tutela della salute pubblica e privata.
L’associazione, inoltre, ha ospitato anche lo shooting fotografico realizzato per immortale la consegna delle divise della nostra nuova squadra adottante: il Cagliari Calcio.
In un momento così difficile e delicato, vestirsi con le nuove divise ha risollevato gli animi di tutti. I ragazzi si sono sentiti parte di una realtà importante. Dopo un anno dall’ultima volta che hanno indossato una divisa da gioco, si sono risentiti dei veri giocatori di calcio”.