Tremila mascherine protettive per tutti gli atleti e tesserati della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale. È la generosa donazione che ha voluto fare alla DCPS la Diastar Group Srl di Grugliasco, azienda nel Torinese con più di 20 anni di esperienza nell’ambito sanitario, che ha deciso di riconvertire parte della sua  produzione per far fronte all’emergenza Covid-19. Una decisione presa con grande prontezza visto il momento di forte criticità vissuto dal Paese e sulla base dell’esperienza dell’azienda nella produzione di abbigliamento per uso odontoiatrico che già utilizzava un tessuto di nuova generazione: antibatterico, idrorepellente, impermeabile, termoregolante e ionizzante.
In pochi giorni, nel mese di marzo è stata avviata la produzione della nuova realtà con un lavoro senza sosta di tutto il team. Una scelta coraggiosa e concreta che rispecchia in toto lo spirito aziendale della Diastar, come spiega Paolo Panebianco, Direttore Commerciale della DG Srl.

Come e quando nasce l’idea di dare vita a questa nuova realtà?
“Nel periodo pre-lockdown, prima che bloccassero tutto e viste le molte richieste da parte dei nostri abituali clienti che ci chiedevano se avessimo avuto disponibilità di mascherine in quanto articolo difficile da trovare, abbiamo pensato di riutilizzare lo speciale tessuto tecnico nella realizzazione del dispositivo di sicurezza. Lo avevamo  direttamente in casa nel nostro magazzino e da lì l’idea di far fronte ad un’urgenza immediata e ad una richiesta che non si riusciva a soddisfare. Abbiamo deciso di “smantellare” un importante magazzino di prodotti finiti e di dedicarlo del tutto alla realizzazione del prodotto necessario . Tutto questo in tempi record. In poche ore abbiamo iniziato a lanciare la produzione e l’iter con la certificazione. Sentirsi utili in un momento di forte criticità per tutto il Paese e reagire con spirito d’iniziativa rappresenta in pieno e da sempre il nostro spirito aziendale”.

Indossare la mascherina significa rispetto per gli altri e in fondo condivisione, senso di appartenenza. Valori importanti mai come ora che viviamo questa situazione condizionata dalla pandemia e per chi ama lo sport, collante che unisce tutti.
“Ha toccato dei temi importanti che ci stanno a cuore. Per Diastar lo sport è libertà. Io personalmente faccio sport da sempre ed in particolare calcio. Per noi lo sport è un qualcosa che tutti dovrebbero praticare indistintamente, normodotati o persone con  disabilità. Tutti, senza differenze. È questo il motivo principale che ci ha spinto ad avvicinarci a diverse associazioni per creare delle donazioni. C’è stata prospettata questa opportunità anche per la FIGC e la Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale, alla quale ci lega questo tipo di mentalità ed abbiamo accettato, com’è nel nostro spirito, con grande piacere. Sport significa benessere psico-fisico, libertà ed in questo periodo di grandi restrizioni diventa fondamentale indossare la mascherina in nome della libertà personale a tutela della salute di tutti”.

Paradossalmente un virus che ci allontana fisicamente, ci ha uniti ancora di più. La mascherina come strumento di condivisione , di rispetto verso il prossimo per trasmettere un messaggio di unione e speranza.
“Proprio così. Un virus che separa fisicamente le persone diventa un’occasione e una conferma di mostrare unione e condivisione come insegna lo sport in grado di aggregare, includere ed educare”.